Allergia all’ambrosia: sintomi, cause e come proteggersi

Allergia all'ambrosia: sintomi e rimedi | Medisfera

Non è il solito raffreddore di fine estate, e non passa con un semplice tè caldo. Quando tra la fine di agosto e i primi di settembre il Nord Italia si tinge di luce dorata, per migliaia di persone inizia un incubo fatto di starnuti a raffica, occhi che lacrimano e un senso di pesantezza al petto. Il principale imputato di questo malessere stagionale ha un nome preciso: Ambrosia artemisiifolia, una pianta infestante originaria del Nord America che ha ormai colonizzato gran parte del territorio europeo³ ⁴, rilasciando nell’aria uno dei pollini più allergenici in assoluto².

Ma cosa rende questo polline così insidioso? E come distinguere una banale rinite da un’allergia che richiede un intervento specialistico? Facciamo chiarezza.

Che cos’è l’ambrosia e perché è così allergenica

L’Ambrosia artemisiifolia, comunemente chiamata ambrosia, appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Si tratta di una pianta infestante arrivata in Europa presumibilmente attraverso le rotte commerciali provenienti dal Nord America, dove è originaria, e da allora si è diffusa in modo invasivo in numerosi paesi europei, incluso il Nord Italia.

Il suo polline è considerato uno dei principali responsabili delle allergie stagionali in Europa centrale e sudorientale, con tassi di sensibilizzazione che nelle aree più colpite arrivano a coinvolgere una quota rilevante della popolazione2.

Uno studio condotto a Legnano, in provincia di Milano, su un periodo di venti anni (dal 1989 al 2008), ha documentato un aumento significativo della sensibilizzazione all’ambrosia tra i pazienti sottoposti a prick test, passata da circa un quarto a oltre i due terzi dei soggetti testati, con un parallelo incremento della quota di persone che sviluppava sintomi respiratori veri e propri come la rinite1.

L’aumento delle consultazioni mediche durante i picchi di concentrazione pollinica è stato documentato anche in uno studio condotto in Canada, a conferma dell’impatto dell’ambrosia sulla salute pubblica7.

Il calendario del polline: quando scatta l’allarme

In Europa la pollinazione dell’ambrosia raggiunge il picco tra la fine di agosto e la metà di settembre: è in questa finestra temporale che chi è sensibilizzato manifesta i sintomi più intensi².

A complicare il quadro contribuiscono il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico, che sembrano favorire una stagione pollinica più lunga, una maggiore concentrazione di granuli nell’aria e, di conseguenza, un possibile aggravamento della sintomatologia nei prossimi anni⁴.

I sintomi dell’allergia all’ambrosia

Il quadro clinico può variare da persona a persona, ma i segnali più caratteristici comprendono:

  • Rinite allergica, con naso chiuso, starnuti a raffica e prurito nasale
  • Congiuntivite allergica, con occhi rossi, lacrimazione e prurito oculare
  • Asma allergico, con tosse, respiro sibilante e senso di oppressione toracica
  • Sindrome orale allergica, con prurito o gonfiore a labbra, lingua e gola dopo aver mangiato alcuni alimenti

Riguardo a quest’ultimo punto, circa un adulto su due allergico all’ambrosia manifesta anche una sindrome orale allergica, dovuta alla reattività crociata tra il polline e alcuni alimenti. Tra i più coinvolti figurano melone, anguria, banana, zucchine e cetriolo, ma anche sedano, carote e prezzemolo³.

Se non adeguatamente trattata, la rinite allergica da ambrosia può nel tempo evolvere in asma, un fenomeno noto come progressione d’organo3. Per questo motivo riconoscere i sintomi fin dalle prime stagioni è importante per impostare una gestione corretta.

Come si arriva alla diagnosi

Identificare con certezza l’allergia all’ambrosia richiede un percorso strutturato. Il primo passo è l’anamnesi: l’allergologo raccoglie la storia clinica del paziente, valutando cronologia, stagionalità e gravità dei sintomi in relazione al calendario pollinico.

La conferma diagnostica arriva quindi attraverso il prick test cutaneo, un esame rapido e indolore che consiste nell’applicare sulla pelle dell’avambraccio piccole gocce di estratto allergenico. La comparsa di un pomfo eritematoso entro 15–20 minuti indica la sensibilizzazione⁵.

In presenza di sintomi respiratori come tosse persistente, affanno o senso di costrizione toracica, lo specialista può prescrivere anche una spirometria: un esame semplice e non invasivo che misura volumi e flussi polmonari, aiutando a valutare se sia presente una componente asmatica associata.

Le opzioni di trattamento: dalla gestione dei sintomi alla cura di fondo

Il trattamento dell’allergia all’ambrosia prevede generalmente un approccio su più livelli, che lo specialista personalizza in base alla gravità dei sintomi:

  • Antistaminici e spray nasali cortisonici per il controllo dei sintomi durante la stagione pollinica
  • Broncodilatatori o terapie inalatorie, quando è presente una componente asmatica
  • Immunoterapia allergene specifica, un trattamento a lungo termine che mira a modificare la risposta del sistema immunitario verso l’allergene, disponibile anche in formulazione sublinguale

Diverse sperimentazioni cliniche hanno valutato la sicurezza e la tollerabilità dell’immunoterapia sublinguale specifica per l’ambrosia, confermandone il ruolo come opzione terapeutica per chi soffre di rinite allergica da polline di ambrosia, con o senza asma associato6.

Consigli pratici per limitare l’esposizione

  • Calendario pollinico: consultarlo e monitorare le concentrazioni di polline nei giorni a rischio
  • Orari a rischio: evitare o limitare le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata durante il picco di pollinazione
  • Finestre chiuse: tenere chiuse le finestre di casa e dell’auto nelle giornate ventose
  • Igiene serale: lavare i capelli la sera per rimuovere il polline accumulato durante il giorno

Quando è il momento di rivolgersi allo specialista

Se ogni anno, tra fine agosto e settembre, compaiono starnuti frequenti, naso chiuso, occhi arrossati o difficoltà respiratorie che interferiscono con il sonno e le attività quotidiane, non è più il momento di “aspettare che passi“. Una valutazione allergologica consente di identificare con precisione la causa dei disturbi, escludere altre patologie e impostare una terapia mirata prima che la malattia progredisca.

Presso il Centro Medico Medisfera è possibile prenotare una visita con gli allergologi del centro ed effettuare, quando indicato dallo specialista, una spirometria per valutare la funzionalità respiratoria. Un percorso diagnostico tempestivo permette di gestire meglio la stagione dell’ambrosia e di ridurre il rischio di complicanze come l’asma allergico.

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I posti sono limitati e la consulenza è gratuita per i pazienti del nostro Centro Medico Medisfera

Bibliografia


1. Ariano R. et al. Time lag between Ambrosia sensitisation and Ambrosia allergy: a 20 year study (1989 2008) in Legnano, northern Italy. PubMed

2. Turkalj M. et al. dati citati in: A review of clinical efficacy, safety, new developments and adherence to allergen specific immunotherapy in patients with allergic rhinitis caused by allergy to ragweed pollen (Ambrosia artemisiifolia). PMC, National Library of Medicine, pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5317300

3. Ambrosia artemisiifolia (ragweed) in Germany: current presence, allergological relevance and containment procedures. PMC, National Library of Medicine, pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4861741

4. Ragweed is in the Air: Ambrosia L. (Asteraceae) and Pollen Allergens in a Changing World. PubMed, pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36411556

5. Component Resolved Diagnostics (CRD) and mHealth for Pollen Allergy In Southern Europe. ClinicalTrials.gov, NCT03636919

6. Safety Study of MK 3641 and MK 7243 Co administered in Adult Participants With Ragweed and Grass Pollen Induced Allergic Rhinitis. ClinicalTrials.gov, NCT02256553

7. Relationship between climate, pollen concentrations of Ambrosia and medical consultations for allergic rhinitis in Montreal, 1994 2002.

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